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Joseph Beuys, Journey to the Lower Rhine, 1978, Gerd Ludwig Photography
Hu-ra-mi-li, Kho ki pa lü / Up Down and Sideways, 2017 HD video
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Pratiche artistiche agro ecologiche e strategie creative di rivitalizzazione rurale e promozione della biodiversità

Marco Scotini

Curatela

Antonella Marino

Direzione artistica e coordinamento

Comitato scientifico: Ravi Agarwal (artista e curatore, Mumbai); Zheng Bo (artista, Cina); Wapke Feenstra (co-fondatrice di Myvillages, Olanda); Fernando Garcia Dory (fondatore collettivo Inland, Spagna, Vito Labarile (Collezionista, Bari); Gediminas Urbonas (direttore MIT program in Art, Culture, Technology, Boston); Tiziana Villani (filosofa, Università La Sapienza di Roma); Kathryn Weir (direttrice del Museo Madre di Napoli)

Collaborazioni: Maria Vinella, Roberta Mansueto e Rosita Ronzini (Salgemma)

Produzione e segreteria organizzativa: Ramdom

Graphic design: Giulia Bellipario

Dobbiamo ricostruire la terra come pianeta ecologicamente sano e conservarla tale per le generazioni future (Joseph Beuys, Azione terza via, 1978)

 

È dedicata a Joseph Beuys la prima immagine di copertina di questa sezione, rivolta ai temi più innovativi che vanno emergendo a livello internazionale sui rapporti tra arte, agricoltura, biodiversità, ecosistemi. La foto è stata scattata nel giugno del 1978 dal fotografo Gerd Ludwig durante un viaggio con l’artista nel Basso Reno, sua regione d’origine, luogo del cuore e delle sue radici. Gli interventi sull’agricoltura biologica e sulla biodiversità, avviati da Beuys dagli anni ‘70, appaiono infatti oggi come anticipazioni di una diversa sensibilità “ecologica”, interessata a  forme di nuova ruralizzazione dell’urbano e del mondo.

Le energie sprigionate dalle relazioni tra uomo, vita animale e vegetale, e la consapevolezza delle profonde interconnessioni che legano le specie viventi e l’intero pianeta, sono il campo comune della pionieristica idea di Beuys di arte come “forza rivoluzionaria”, capace di trasformare l’ordine sociale. Da questa concezione di arte vissuta non più come pratica specialistica, autonoma e separata, bensì come “scienza della libertà”, si sono sviluppate negli ultimi anni molte pratiche artistiche. Sperimentano modelli economici e sociali basati sull’autodeterminazione, la sostenibilità ambientale e il rispetto della biodiversità, intesa come salvaguardia degli ecosistemi locali e globali. Per esempio, le ricerche del gruppo indiano Uramili, a cui si riferisce la seconda immagine.  

Da queste premesse muove la messa a regime di un Centro sperimentale d’arte contemporanea focalizzato sulla comparazione di modelli di auto- sostenibilità agricola e ambientale in differenti contesti geopolitici del mondo, in interazione costante con il territorio dell’Alta Murgia. 

La prima fase delle attività nell’estate/autunno 2022, sarà inaugurata con un Simposio internazionale: importante momento conoscitivo di confronto sulle tematiche agro ecologiche del progetto e occasione per avviare una serie di interventi artistici collegati con la realtà paesaggistica e produttiva dell’azienda. Nella seconda fase, dalla primavera/estate del 2023, sarà aperta la nuova struttura architettonica di DONNAPAOLA ARTS FARM e s’inizierà a sperimentare la Palestra agricola, programma formativo impostato su moduli residenziali che coinvolgono artisti di chiara fama e giovani artisti. Durante i periodi di permanenza sul posto, verranno attivati processi di ricerca. Esposizioni finali ne lasceranno tracce permanenti nell’area vasta della tenuta Donnapaola.

RESIDENZA ARTISTICA DI WAPKE FEENSTRA - MYVILLAGES

Workshops e residenze

INTERVENTI ARTISTICI

SPECIAL PROJECTS E PUBLIC PROGRAM